Nel 1863 un gruppo di studiosi lombardi tra cui gli abati Stoppani e Ranchet, coadiuvati dai colleghi francesi Desor e Mortillet, individuarono e scavarono parecchi siti non solo lungo la costa del lago di Varese da Gavirate a Bodio ma anche sull’antico laghetto di Biandronno oggi ridotto a palude.
Dal 1916 in poi nuovi scavi e ricerche sono state eseguite con successo da Magni, Bertolone, Cornaggia Castiglioni, Banchieri, Baretti, Binaghi Leva ed altri.
Ma cosa s’intende per abitato palafitticolo?
Nell’ottocento si pensava solo a delle grandi isole artificiali costituite da una selva di pali sostenenti dei tavolati su cui venivano edificate delle capanne di canniccio e argilla. Il villaggio così ottenuto era posto a qualche distanza dalla riva alla quale era collegato da una passerella o pontile. Però proseguendo gli studi vennero alla luce delle “stazioni” sempre sopraelevate e sostenute da pali ma che evidentemente erano state edificate sulla terraferma, in riva al lago e che erano protette alle spalle da robuste palizzate. Questo portò ad una lunga diatriba tra gli studiosi fino a che, pochi decenni or sono, si capì che nella civiltà delle palafitte convivevano i due metodi. Lo scopo delle palafitte era infatti quello di garantire tranquillità e sicurezza dagli animali selvaggi che ancora frequentavano il nostro territorio nonché preservare il villaggio da disastrose e frequenti inondazioni. Inoltre essendo i laghi varesini tutti collegati tra loro da fiumi e canali naturali dal villaggio posizionato sulla riva di un lago si poteva agevolmente andare via acqua dal lago di Comabbio al Lago Maggiore in un epoca in cui i trasporti avvenivano solitamente mediante piroghe monoxili.
I villaggi erano piuttosto piccoli: a volte erano composti da diverse capanne sistemate su un'unica grande piattaforma, in altri casi era costituito da molte singole case innalzate vicine ma staccate l’una dall’altra. Le centinaia di pali conficcati nel terreno che avevano fatto supporre megalopoli sopraelevate risalgono infatti ad epoche diverse.
Il popolo delle palafitte viveva soprattutto di agricoltura e allevamento intensivo di bovini, ovini, suini. A questo si aggiungeva la pesca e la raccolta di frutta selvatica. Quando sono state erette le palafitte varesine e fino a quando furono abitate ed utilizzate?
Dai manufatti rinvenuti alcune di esse furono abitate dall’ultima fase del Neolitico (4300 a.C.) fino alla media Età del Bronzo (800 a.C.). Più di 3000 anni di vita! Probabilmente le costruzioni furono continuamente riparate e ristrutturate e questo spiega il gran numero di pali infissi nel terreno uno accanto all’altro.
Questo periodo storico ebbe per protagonisti prima i Liguri e quindi i Proto-Celti (Leponti) che proprio in quei tempi iniziavano a formarsi come etnie dalle caratteristiche proprie.
Elenco degli abitati palafitticoli rinvenuti sul lago di Varese :
Gavirate = sito MARINONI
Bardello = sito STOPPANI
Bardello = sito RANCHET
Bardello = sito LAGO DI BIANDRONNO
Biandronno = sito ISOLINO VIRGINIA
Cazzago Brabbia = sito TORBIERA
Cazzago Brabbia = sito PONTI
Bodio = sito PIZZO DI BODIO
Bodio = sito DESOR - MARESCO
Bodio = sito BODIO CENTRALE
Bodio = sito GAGGIO - KELLER
Galliate = sito PUSLENGA
Varano Borghi = sito PALUDE BRABBIA
Bibliografia:
M.A. Binaghi Leva – Le palafitte del lago di Monate
AAVV – Cinquemila anni fa a Besnate
D.G.Banchieri – I cocci e gli ori dei nostri predecessori
Ragazzoni – L’uomo preistorico nella provincia di Como
Stoppani – Prima ricerca di abitazioni lacustri nei laghi di Lombardia
Quaglia – Laghi e torbiere del circondario di Varese
Munro – Lake dwellings of Europe
Castelfranco e altri – Atti della Società Italiana di Scienze Naturali – vol. XXI