L’Isolino Virginia sul lago di Varese, a pochi metri dalla riva del Comune di Biandronno,
è stato donato al Comune di Varese dal Marchese Gianfelice Ponti nel 1962.
Dal 1863 è uno dei siti più famosi della preistoria europea e pertanto è area archeologica vincolata.
Abitata continuativamente dall’uomo dal primo Neolitico (fine VI millennio a. C.) alla fine dell’età del Bronzo (900 a.C. circa), nel tempo quest’isola è sempre stata rinomata quale oasi di tranquillità,
legata strettamente alla bellezza ambientale del lago, alla vegetazione e alla fauna che qui vivono.
Infatti il lago di Varese fu sempre noto per la sua ricchezza ittica, in quanto considerato uno dei laghi più pescosi d’Europa.
Annoverato in passato fra i più panoramici della Lombardia, ha mantenuto nel tempo il fascino di paesaggi incontaminati, non molto dissimili, in alcuni casi, a quelli dei tempi neolitici.
Nel XVI secolo era conosciuta come isola di S. Biagio per la presenza di una piccola chiesa dedicata a questo santo e meta di processioni dalla Schiranna.
In seguito chiamata Isola Camilla in onore della moglie del duca Antonio Litta Visconti Arese, dal 1878, anno in cui fu ribattezzata in omaggio della moglie del Marchese Andrea Ponti, porta il nome di Virginia.
Le plurime campagne di scavo nel tempo e la ripresa dell’indagine archeologica dal 2005, contribuiscono alla ricostruzione della storia più antica dei laghi varesini.