Come tutti sanno il lago è in buone mani. La stampa provinciale ce ne dà continua conferma. Ce ne fosse bisogno, ci sono pure quelli dell’Insubria a metterci il prezzemolo e gli altri ingredienti della buona scienza. Da lì anzi partono le idee innovative e i suggerimenti per un lago di qualità e sempre più florido e pimpante con frotte di pescioletti allegri che saltellano alla superficie.
Ripopolamenti mirati di lucci, di alborelle, di persici sono tra le frecce
scoccate da un certo livello di sapienza delle cose del lago.
Ma ultimamente si è affacciato un problema: i ripopolamenti costano, neppure le migliori intelligenze muovono la coda per niente, anche gli scienziati mangiano, soldi pubblici devono essere sborsati. Eppure (questo è il dilemma), il diritto di pesca è della Cooperativa Pescatori, dunque una società privata, che viene così a beneficiare di un frutto che dovrebbe essere di tutti. E intanto, gli ultimi squinternati pescatori professionisti, han visto senza merito salire vertiginosamente i loro redditi. Tonnellate di alborelle che si vendono a caro prezzo alle feste, lucci in quantità industriale da fare concorrenza al lago Baical, persici da prendere una storta nel portare le ceste piene stracolme.
Così, per non avere l’aria di raccontare frottole, siamo andati a chiedere ai diretti interessati.
- Alborelle? Da almeno 15 anni non ne abbiamo pescata una sola.
- E i lucci allora?
- Se ne pescheranno forse un duecento in tutto in un anno. Più o meno quanti se ne pescherebbe in uno stagno in palude di un paio di ettari.
- Ma non vorrete negare che almeno con i persici ve la passate da nababbi. Non per niente se ne sono fatti giganteschi ripopolamenti.
- Ma guardi che di persici il lago ne fa nascere per conto suo già a milioni, che sfortunatamente un migliaio di svassi e cormorani stanziali si bevono quasi interamente prima di diventare adulti. Noi attualmente ne peschiamo circa un cinquantesimo rispetto a un cinquantennio fa.
- Non ci vorrete far credere che i ripopolamenti sono stati e sono un fallimento?
- Trovi lei la parola adatta. Dopo anni e anni che si semina il grano, ancora neanche una spiga.
- Ma qui non si tratta di grano.
- D’accordo. Qui è piuttosto una questione di grana ( non le dico la marca).
- Ho capito, il solito atteggiamento da pescatori reazionari, ostili alla scienza e a tutti i meravigliosi doni che porta.
- Ma cosa dice? La scienza è la nostra stella del mattino. La rimiriamo tutti i giorni.
Ma da questi greci, alla larga. Così si esprimevano gli antichi, ma in dialetto nostrano: meglio perderne che trovarne.
- Lasciamo perdere. Almeno ci potete dire in che stato si presenta ora il lago?
- Discretamente, è pieno zeppo di tutti i pesci di cui non si fanno ripopolamenti.
- E come si spiega?
- Il collettore.
- Funziona?
- Non ottimamente , ma è solo merito suo se la stratificazione viene contenuta d’estate a livelli ancora compatibili con la vita dei pesci. Accendiamo un cero al collettore.
- E per il resto?
- Non ne parliamo, per carità di patria.
- La prossima volta?
Forse ….