La siccità del 2005 e del 2006 ha permesso di indagare in estensione porzioni di riva, veri paleosuoli neolitici, normalmente coperti da oltre mezzo metro di acqua del lago
e mettere in luce monumentali resti lignei di sistemazioni di sponde e delle antiche abitazioni del Neolitico.
Riva Est, Saggio 1 (2500).
L’acqua, fonte primaria di vita, ha ovviamente condizionato nel tempo la scelta delle aree abitative.
A partire dal primo Neolitico gli abitanti dell’Isolino sono perennemente in contatto con le variazioni del livello lacustre che spesso invade la terraferma, a volte anche per lunghi periodi, obbligando quindi ad abbandonare le zone sommerse, ed erode le sponde; perciò si deve provvedere a realizzare zone di bonifica con apporto di terreno e ciottoli, scavare canali e pozzetti e salvaguardare il perimetro dell’isola compromesso dall’erosione delle acque con cumuli ciottolosi.
Le Prealpi varesine con i propri laghi rappresentano un punto nevralgico, quale centro di scambi economici e socio-culturali anche con zone molto lontane.
L’uomo neolitico è dedito alla caccia, in particolare del cervo, all’allevamento del bestiame (bue, maiale) e pratica l’agricoltura.
La ricchezza di boschi e la varietà vegetazionale dell’area prealpina risponde alle necessità del momento: procura legna da ardere, foglie per fare foraggio, cortecce per costruire fibre e cordami.
L’uso del fuoco permette di creare nuovi spazi fertili da coltivare oppure radure per pascoli.
Non può non mancare il castoro, animale tipico di ambiente umido lacustre e ricco di boschi quale quello dei laghi varesini.
Sequenza stratigrafica delle 7 piattaforme scoperte da Mario Bertolone al centro
dell'Isola. Scavi Bertolone 1957.
È grazie all’abbondanza di legname che l’uomo all’Isolino durante il Neolitico Antico e Medio (5060/4800 a.C.-4340/3970 a.C.) esegue eccezionali lavori di carpenteria realizzando direttamente sul terreno le monumentali piattaforme lignee sulle quali costruire le proprie case a pianta rettangolare.
La piattaforma più recente con resti di abitazione a pianta rettangolare e porzione di parete. Scavi Bertolone 1957.
L’abitato in questo periodo occupa grandi porzioni di riva, oggi sommerse, e il centro dell’isola; la zona meridionale risulta invece coperta dalle acque del lago o dal canneto.
Fotopiano area Nord.
Quest’area, una volta emersa durante il Neolitico superiore (IV millennio a.C.), permetterà lo sviluppo dell’abitato su palafitte costruite all’asciutto per evitare l’allagamento delle abitazioni a seguito di repentino innalzamento del livello del lago.
La presenza, nello scavo Bertolone 1952, di pali e tavole bruciati ha fatto osservare che in quell’area un incendio ha distrutto la palafitta.
Scavi Bertolone Maviglia 1952.