Finalmente la stampa ci dà notizia di una grande idea: un progetto ottimo, per di più tedesco, garanzia e promessa di serietà, non bastasse l’alta stima di cui gode universalmente il valoroso gruppo dei ricercatori nostrani.
Noi sappiamo che taluni elementi, come fosforo azoto e potassio, sono i diretti responsabili
delle incontrollate fioriture algali, così nocive al sistema lacustre. Sappiamo pure che questi elementi
tendono a depositarsi sui fondali e lì rimangono pacifici e innocui finchè un evento meccanico, che so un
forte vento, un cambio di temperatura o di pressione atmosferica, non li riporta a circolare in superficie: è
allora che gli elementi mostrano il loro vero volto diabolico stimolando i microscopici organismi delle alghe a crescere
e a riprodursi in maniera riprovevole.
Ecco che qui entra in gioco la provvidenziale idea di cui si diceva: perché non trattenerli e fissarli sui fondali una buona volta per tutte?
Perché non seppellirli sotto uno strato di argilla che farà loro da sigillo naturale per le ere a venire? E’ proprio ciò che l’idea, molto arditamente, si propone di attuare.
A noi sembra che è stata imboccata la via maestra per risolvere molti problemi del lago.
Davvero geniale. Ma, prima di arrivare a una sentenza definitiva, ci è sembrato doveroso chiedere il suo parere a quel vecchio osservatore delle cose del lago che l’altra volta ci ha lasciati bruscamente, mentre il discorso verteva sul collettore con molte domande rimaste in sospeso.
L’abbiamo trovato sulla riva del porticciolo, intento a osservare il cielo che quest’autunno si è mostrato spesso piovoso. E gli abbiamo ricordato che l’altra volta ci aveva sorpreso affermando che andrebbe acceso un cero al collettore, senza il quale il lago sarebbe da tempo fottuto, lasciando intendere che tutto quanto è stato fatto di diverso per il risanamento del lago, non è servito a nulla.
- E’ sempre dello stesso parere? Gli abbiamo chiesto.
- Non pensa che siano stati utilissimi, per esempio, i famosi ossigenatori?
- Lei parla forse dei famosi posatoi per cormorani? Ma lasciamo perdere, per carità di patria. Di utile c’è solo che hanno fatto circolare un po’ di soldi.
- Sarà come la pensa lei, ma quest’anno il lago è tornato a produrre alghe in quantità industriali come non si vedeva da un pezzo. Cos’è che non ha funzionato? Non è bastato il collettore al quale lei diceva di dover accendere un cero?
Il nostro uomo si è grattato in testa, forse il suo modo di raccogliere le idee. Poi:
- Vede, il collettore è stata un’opera di tutto rispetto, ispirata a una sana logica che le persone perbene mettono a base della loro vita. La grande massa dei rifiuti organici umani viene convogliata al depuratore, a Bardello, e lì si spera che venga trattata adeguatamente, ma in ogni caso è un problema che interesserà a valle. Però la tubatura è sottodimensionata, anche per la sciagurata idea di aggiungervi in un secondo tempo le fognature del lago di Varano, e addirittura, malgrado le nostre accese proteste, le acque già purificate di una grande industria. Avviene che con la pioggia, il surplus di liquame che entra nel tubo, viene scaricato dallo scolmatore direttamente nel lago. Se piove molto come è avvenuto quest’anno, una percentuale riguardevole della fogna viene ad alimentare il sistema delle alghe microscopiche. A parte il materiale organico, lei sa che nei detersivi è contenuta una certa quantità di fosforo.
- Che cosa dunque si potrebbe fare per ovviarvi? Non si potrebbe raccogliere in un invaso artificiale il liquame eccedente?
Il nostro uomo scuote la testa.
- Pensi che, alla velocità che si vede traboccare dallo scolmatore, si può stimare in una quantità almeno di tre metri cubi al secondo. In un’ora fanno, se non sbaglio il conto, diecimilaottocento, in un giorno almeno duecentossessantamila metri cubi. Capita non di rado che la bocca sudicia non smetta di eruttare per più giorni di fila. Ci vorrebbe un altro lago.
- Ho capito. Lei che farebbe?
- Dirotterei i liquami sul lischeto-canneto: lì in Brabbia è piuttosto ampio e si sa che è un efficiente depuratore naturale.
- Ma pensa che si potrebbe fare, concretamente?
- No, non lo penso.
- E allora?
- Se fossi più giovane, e mi piacesse avere intorno un lago pulito e gente che s’ispira a una buona logica e non si fa comandare dai soldi, emigrerei.
- Dove? In Siberia? In Alasca? E la proposta di bloccare gli elementi fertilizzanti sul fondale, che ne pensa?
- Anche se funzionasse, ma non funzionerà, per via delle dimensioni del lago, anche se funzionasse una prossima stagione piovosa riporterà le cose allo stato di prima.
Nesto