
La smania dell'edificazione non ha risparmiato le rive dei laghi, che pure un tempo erano oggetto della massima attenzione non solo da parte dei pescatori, ma anche di tutti coloro che consideravano quegli ambienti come zone intangibili. La ricerca spasmodica di terreni non ha esitato a ignorare le leggi dello Stato e del buon senso, ricoprendo i canneti con colate di cemento e infrangendo antiche convinzioni che vedevano nei laghi addirittura le dimore degli dei: gli antichi Celti, in segno di deferenza, lanciavano nelle loro acque ricche offerte di oro e d'argento. Nei tempi passati i bacini lacustri erano visti anche come la sede privilegiata di draghi, streghe, fate, ninfe e, in genere, di poteri magici, credenza che è sopravvissuta fino a oggi - almeno a livello di giornalismo deteriore - con le vicende tragicomiche del mostro di Loch Ness.