Lo studio delle vecchie collezioni, frutto delle ricerche archeologiche di due secoli fa
ha dimostrato che oltre l’Isolino Virginia, quasi tutte le stazioni, ma in modo particolare le tre di Bodio,
sono state frequentate dall’uomo sicuramente dal Neolitico fino alla fine dell’età del Bronzo.
Il rapporto lago-abitato ha determinato la scelta delle zone su cui costruire le abitazioni
e il tipo di strutture da realizzare, ad oggi completamente sconosciute per l’Eneolitico e l’età del Bronzo,
solo parzialmente note e in studio per il Neolitico grazie agli scavi di Pizzo di Bodio e
dell’Isolino Virginia.
Con Pizzo di Bodio si è in grado di mettere in evidenza, per l’arco del Neolitico,
il susseguirsi delle fasi culturali nell’area varesina con una più puntuale scansione crono-stratigrafica.
Tutto questo diventa lo strumento per cercare di far luce
sulle diverse problematiche inerenti i vari periodi cronologici
che hanno interessato la Lombardia occidentale in rapporto con il Canton Ticino e il Vallese,
il Piemonte, la Liguria e il resto dell’Italia settentrionale
e per ottenere una conoscenza più approfondita della storia più antica del nostro territorio.
Il Varesotto viene così a costituire, anche per la sua posizione geografica,
un anello di raccordo fra Piemonte-Liguria e area padano-alpina.
I vari abitati erano collegati fra loro sicuramente per vie d’acqua
e alcuni di essi presentano caratteristiche morfologiche simili.
L’insediamento di Pizzo di Bodio, scoperto nel 1982, in origine,
prima dell’intervento distruttivo del 1984,
doveva avere una estensione considerevole di oltre tremila metri quadrati.
Nell’area oggetto degli scavi archeologici si sono riscontrate sequenze stratigrafiche intatte
riferibili al Primo Neolitico e al Neolitico Medio-Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata;
la sommatoria delle stratigrafie del Pizzo di Bodio e dell’Isolino Virginia
offre oggi al territorio varesino la possibilità di disporre
di un quadro crono-stratigrafico-culturale che abbraccia un arco di tempo
che va dal primo Neolitico all’Eneolitico.
Tali sequenze stratigrafiche sono raccordate a specifici resti strutturali,
fatto non facilmente riscontrabile in siti coevi dell’Italia nord occidentale
esclusione fatta dell’abitato dell’Isolino Virginia: unico
nell’Italia settentrionale a possedere strutture lignee monumentali così antiche.
A Pizzo di Bodio è venuto in luce un pavimento in argilla di casa a pianta rettangolare
circondata da acciottolato. Questa struttura abitativa, di cui deve essere completato lo scavo per
conoscerne la reale estensione, risale al Neolitico Medio.
Pizzo di Bodio è annoverato fra gli abitati dell’Italia settentrionale
dai quali provengono le più antiche attestazioni di attività agricola: la presenza del
farro a Bodio risale a 5040-4900 a.C.